


“Antifonte”, politico, filosofo sofista e oratore ateniese del 480 a. C. potrebbe essere stato il primo psicologo della storia. Quest’ultimo possedeva profondissime conoscenze sull’utilizzo della parola, istituì il primo laboratorio(vicino la piazza di Corinto) dedicato alla terapia verbale e definì la sua tecnica “un arte per liberare dalla sofferenza.” Oltre che alla cura dei malati si occupò della scrittura di un trattato “L’interpretazione dei sogni” ma purtroppo ne sono rimasti pochissimi frammenti. L’uomo si dedicò anche alla lotta per la libertà di conoscenza e di ricerca della verità. A un certo punto della sua vita abbandonò la psicologia e si dedicò esclusivamente alla filosofia e all’arte oratoria.


“In tutti gli uomini è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, come verso tutto il resto.”
– Antifonte.


JHON BOWLBY E LA TEORIA DELL’ATTACAMENTO. Jhon Bowlby è un medico, psicologo e psicoanalista, nasce a Londra il 26 febbraio 1907 e muore il 2 settembre 1990. Le sue opere più importanti sono: “Assistena all’infanzia e sviluppo affettivo , Attaccamento e perdita, Costruzione e rottura dei legami affettivi, Una base sicura e Darwin una biografia nuova.” Il frutto più prezioso del suo lavoro e quello per il quale è noto è “La teoria dell’attaccamento.” “L’attaccamento” è una connessione psicologica duratura tra gli esseri umani e che incide sulla formazione del carattere. Si sviluppa sin dall’infanzia e generalmente verso un genitore o comunque una figura molto vicina. Insieme ad altri fattori ambientali implica le varie caratteristiche comportamentali che l’infante porterà avanti anche in età adulta. Esistono quattro tipologie o stili di attaccamento e inoltre la possibilità di acquisire in età adulta un “attaccamento guadagnato.” L’ATTACCAMENTO SICURO viene instaurato dall’individuo che ha potuto contare per tutta la sua infanzia dalla persona che si prendeva più cura di lui. Ha avuto la possibilità di crescere sicuro e fiducioso, è un partner sicuro e ha una buona visione del mondo e di se stesso e un atteggiamento ottimista. Ho notato che le persone con questo attaccamento possono ritenersi fortunate, affrontano la vita con tenacia e filosofia, sono tendenzialmente soggetti solari e socievoli, superano facilmente gli ostacoli e ottengono quasi sempre ciò che desiderano. L’ATTACCAMENTO INSICURO AMBIVALENTE sfocia quando la persona che si prendeva più cura del soggetto era incoerente, a volte sensibile ai suoi bisogni, altre negligente. Il bimbo era ansioso, insicuro e arrabbiato, piangeva quando veniva lasciato. Da adulto è un partner insicuro, geloso e possessivo, teme di perdere le persone che ama. Non confida nella soddisfazione dei propri bisogni. Provoca difficoltà e caos a se stesso e nella vita di chi ha accanto. L’ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO emerge quando la persona che si prendeva più cura del bimbo era spaventata e passiva, svalutava il piccolo che a sua volta era ; passivo, preoccupato, arrabbiato e non reattivo. In questo caso il soggetto in età adulta percepisce i propri bisogni in modo confuso e cade facilmente nel tranello delle relazioni tossiche. Personalmete trovo che questo tipo di attaccamento sia il più devastante e deleterio perchè ostacola l’individuo sotto vari aspetti fondamentali per la serenità e la realizzazione personale , in un certo senso lo intrappola con limiti e fobie che intralciano qualsiasi tipo di progresso. Chi ne soffre ha terrore di eventi e persone e fatica a far valere la propria volontà, tende invece ad essere sottomesso da chi lo circonda e a vivere nella rassegnazione. Si sente inadatto in quasi tutte le circostanze e ha difficoltà nel difendersi . Viene facilmente manipolato e oppresso da persone mediocri che approfittano del suo evidente stato di difficoltà emotiva. L’ATTACCAMENTO INSICURO EVITANTE sopraggiunge quando la persona che si prendva più cura dell’individuo era fredda , distante e scoraggiava l’emotività. Il bimbo assumeva le sembianze del genitore, non piangeva se lasciato. In questo caso l’individuo adulto ha enorme disagio nelle relazioni e nel condividere i sentimenti. Ha un eccesso di indipendenza. Questi quattro stili di attaccamento si ereditano dall’infanzia, purtroppo sono pochi i soggetti con un vero “Attaccamento sicuro”, per fortuna esiste la quinta possibilità, ovvero quella di creare anche in età adulta “L’attaccamento sicuro guadagnato”.


L’ATTACCAMENTO SICURO GUADAGNATO consiste in una sicurezza stabile creata “da se stessi per se stessi.” Prima di lavorare su questo aspetto è necessario effettuare un viaggio introspettivo, analizzare il periodo infantile, riconoscere il tipo di attaccamento insicuro che provoca il malessere e procedere inoltre con l’eliminazione di eventuali traumi. Secondo lo psichiatra Siegel si acquisisce fondamentalmente attraverso la pratica costante della meditazione e la capacità di conoscere e comprendere se stessi. Meditare ripara inoltre le aree danneggiate. Oltre all’utilizzo di questa pratica è necessario poi armarsi di autostima e “Amor proprio” e impegnarsi negli obiettivi importanti volti all’autorealizzazione.

FREUD E IL TRAUMA INFANTILE


FREUD E IL TRAUMA INFANTILE. Sigmund Freud nasce nel 1856 a Freiberg in Moravia, (attuale Repubblica Ceca. A soli 4 anni si trasferisce a Vienna con la famiglia. In seguito si laurea in medicina e si concentra sulla psichiatria. Grazie a una borsa di studio trascorre un periodo a Parigi nel quale si interessa all’isteria e all’ipnosi. Quando torna a Vienna collabora con il medico Josef Breurer. Dagli studi di quest’ultimo era emersa l’efficacia dell’ipnosi non solo per la cura dei fenomeni isterici ma anche per la rievocazione dei ricordi neagativi scatenanti. Era possibile quindi neutralizzare la carica emotiva associata che continuava ad interferire nel presente. Freud approfondisce autonomamente il tema dell’isteria e in seguito apporta un grandioso contributo alla psicologia. Conclude che le nevrosi derivano da un conflitto nascosto presente nell’inconscio e non da ragioni organiche come si pensava prima di lui. Da questa sua scoperta nasce “La Psicoanalisi”, lo studio della mente dedicato all’inconscio.
IL TRAUMA INFANTILE. Il trauma infantile “rimosso” non è cancellato ma occultato e continua a provocare sintomi in età adulta. I sintomi possono essere: svenimenti, perdite di memoria, nevrosi ossessive, ansia, depressione, epilessia, insicurezza e attacchi di panico. I circuiti cerebrali legati alla paura costringono a ripetere gli schemi disfunzionali perchè questi seppur dolorosi risultano familiari e di conseguenza preferibili all’ignoto. L’unico modo per interrompere il ciclo di fobia e dolore (e quindi la comparsa di sintomi) è “eliminare i traumi!” Per farlo bisogna “riconoscerli” , accettarli con piena consapevolezza e accettare le cause che li hanno scatenati. Solo in questo modo è possibile lascirli andare.

Quando si pensa a Freud tra i temi più noti si incontra “l’interpretazione dei sogni”. Questa pratica consente di osservare ciò che il paziente non riesce ad esprimere . Ogni sogno è qualcosa che somiglia all’appagamento di un desiderio, rimosso (nascosto e non cancellato). Come per i sintomi delle nevrosi i sogni nascono da impulsi rimossi (spesso di origine sessuale).

L’Arte consente di soddisfare i desideri inconsci ed è la forma più importante di subliminazione. Le opere risvegliano cose familiari rimosse anche nell’osservatore, è consierata quindi un’ottima terapia.
La religione soddisfa l’antico bisogno di senso di protezione.

